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Terremoto centro Italia: assistenza alla popolazione aggiornamento al 15/11

PROTEZIONE_CIVILE SISMA_CENTRO_ITALIA 

Pubblicata il 15/11/16 11:56

Sono poco più di 24.000 le persone assistite dal Servizio Nazionale della Protezione Civile in seguito alle forti scosse di terremoto che hanno colpito il territorio dell’Italia centrale il 24 agosto, il 26 ottobre e il 30 ottobre.

In particolare, sono circa 13.000 gli assistiti in palazzetti, centri polivalenti e strutture allestite ad hoc nel proprio comune, oltre 8.800 le persone accolte presso le strutture alberghiere lungo la costa adriatica e sul lago Trasimeno e più di 1.800 in strutture ricettive distribuite sul territorio. Restano, infine, assistite in tende poco più di 400 persone, una quindicina nella regione Lazio e i restanti in Umbria.

Nella Regione Marche sono circa 17.600 gli assistiti: circa 9.600 in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale, quasi 900 in strutture ricettive sul territorio ed oltre 7.100 negli alberghi della costa.

In Umbria gli assistiti sono poco più di 4.000: oltre 2.200 in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale, 206 in strutture ricettive sul territorio, circa 1.200 negli alberghi individuati in altre aree nella stessa Regione, sul lago Trasimeno e circa 400 assistiti in tenda.

Per quanto riguarda, invece, i cittadini del Lazio gli assistiti sono circa 700: più di 70 in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale e quattordici in tenda. Le restanti persone hanno scelto di trasferirsi fuori regione: circa 490 negli alberghi della costa adriatica e oltre cento presso gli alloggi del piano CASE e MAP messi a disposizione in Abruzzo.

Nella Regione Abruzzo, infine, sono circa 1.700 gli assistiti: poco più di 1.000 in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale e più di 600 in strutture ricettive sul territorio.

È bene ricordare che i dati sono da considerarsi in continua evoluzione e aggiornamento e non comprendono tutti coloro che hanno individuato autonomamente una sistemazione.

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Terremoto Centro Italia: aggiornamento sul volontariato di protezione civile

PROTEZIONE_CIVILE SISMA_CENTRO_ITALIA 

Pubblicata il 08/11/16 11:36

Sono 27 le Organizzazioni nazionali di volontariato di protezione civile impegnate, a fianco delle organizzazioni locali, in attività di assistenza e supporto a favore delle popolazioni colpite dal terremoto.

II lavoro svolto quotidianamente dai volontari è distribuito in modo capillare sui territori di Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio, e risponde alle esigenze di dislocazione delle risorse nelle zone interessate, all’organizzazione dei materiali e dei mezzi a disposizione, al coordinamento a livello nazionale, regionale con altri enti e Istituzioni, per fini operativi.
In seguito al terremoto del 30 ottobre scorso, lo scambio reciproco e la collaborazione è favorito anche da gemellaggi promossi tra le Organizzazioni nazionali di protezione civile e i Comuni delle quattro Regioni, a cui si aggiungono anche le frazioni delle singole amministrazioni municipali.

Le operazioni svolte sul campo sono inclusive del sostegno tecnico e amministrativo garantito da operatori appartenenti ad Associazioni Specialistiche e attivi nei vari Centri di Coordinamento come i COC, i COR e la Di.Coma.C.
L’assistenza socio – sanitaria è un altro degli ambiti in cui il volontariato svolge un ruolo fondamentale, in questo caso a sussidio dei Servizi Sanitari delle 4 Regioni colpite dal terremoto.

L’obiettivo è quello di fornire ai Servizi Sanitari Regionali rinforzi di personale e attrezzature specializzate come il PASS-Posto di Assistenza Socio Sanitaria dalla Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia, e i moduli campali di radiologia gestiti dall’Associazione Nazionale Alpini - ANA.
Inoltre, le Organizzazioni di volontariato sono anche il canale di contatto diretto con professionalità qualificate quali infermieri del Coordinamento Infermieri Volontari Emergenza Sanitaria - CIVES, Medici di Famiglia dell’Associazione Nazionale Medici di Famiglia Volontari per le Emergenze - AMFE, Psicologi delle Organizzazioni Psicologi per i Popoli e del Corpo Italiano di Soccorso dell'Ordine di Malta - CISOM, Farmacisti dell’Associazione Nazionale Farmacisti, Assistenti Sociali.

Gli operatori sono inoltre impegnati in altre attività ausiliarie al personale sanitario specialista, ad esempio prestando servizio sulle ambulanze.
Sono numerosi anche gli operatori specializzati della Croce Rossa Italiana - CRI impiegati nella compilazione delle schede SVEI per il rilevamento del fabbisogno socio-sanitario dei cittadini ospitati presso le strutture alberghiere di Civitanova Marche e Porto S. Elpidio, grazie anche al contributo di psicologi e assistenti sociali volontari.
Attualmente, tre sono i camper farmacia disponibili con base a Pievetorina, a Visso e a Caldarola. A Camerino è inoltre pervenuto dalla CRI nazionale, in accordo con il Dicomac di Rieti, in località “le Calvie”, un container completamente attrezzato.

Sempre sul fronte dell’assistenza alla popolazione, si contano attualmente nove cucine in grado di garantire circa cinque mila pasti completi al giorno, all’interno di tensostrutture adibite a mensa. 
Le cucine attualmente disponibili sono fornite da Organizzazioni di volontariato: Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze - ANPAS a Norcia, dalle MISERICORDIE a Cascia, dalla CISOM a San Severino Marche, dall'Associazione Nazionale Volontari per la Protezione Civile - PROCIV ARCI a Force e Castelraimondo, e due dalla CRI a Camerino, una a Sarnano e a Pievebovigliano.

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Terremoto centro Italia: assistenza alla popolazione al 08/11

PROTEZIONE_CIVILE 

Pubblicata il 08/11/16 11:33

Sono più di 31.700 le persone assistite dal Servizio Nazionale della Protezione Civile in seguito alle forti scosse di terremoto che hanno colpito il territorio dell’Italia centrale il 24 agosto, il 26 ottobre e il 30 ottobre.

In particolare, sono oltre 20.400 assistiti in palazzetti, centri polivalenti e strutture allestite ad hoc nel proprio comune, oltre 9.100 le persone accolte presso le strutture alberghiere lungo la costa adriatica e sul lago Trasimeno e circa 1.800 in strutture ricettive distribuite sul territorio. Restano, infine, assistite in tende circa 400 persone, di cui appena una quarantina nel Lazio e le restanti in Umbria.

Nella Regione Marche sono oltre 23.700 gli assistiti: circa 15.400 in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale, quasi 800 in strutture ricettive sul territorio e circa 7.500 negli alberghi della costa.

In Umbria gli assistiti sono quasi 4.900: 367 in tenda, quasi 3.200 in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale, circa 200 in strutture ricettive sul territorio, 1.080 negli alberghi individuati in altre aree nella stessa Regione, sul lago Trasimeno.

Per quanto riguarda, invece, i cittadini del Lazio gli assistiti sono circa 750: un centinaio in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale, una quarantina in tenda. Le restanti persone hanno scelto di trasferirsi fuori regione: quasi 500 negli alberghi della costa adriatica e un centinaio presso gli alloggi del piano CASE e MAP messi a disposizione in Abruzzo.

Nella Regione Abruzzo, infine, sono circa 2.400 gli assistiti: oltre 1.700 in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale, poco meno di 700 in strutture ricettive sul territorio.

È bene ricordare che i dati sono da considerarsi in continua evoluzione e aggiornamento.

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Terremoto centro Italia: l'assistenza alla popolazione

PROTEZIONE_CIVILE 

Pubblicata il 02/11/16 08:16

Sono oltre ventiduemila le persone assistite dal Servizio Nazionale della Protezione Civile in seguito alle forti scosse di terremoto che hanno colpito il territorio dell’Italia centrale il 24 agosto, il 26 ottobre e il 30 ottobre.
In particolare, sono quasi 15.400 le persone assistite nell’ambito del proprio comune: di queste, quasi 14mila in palazzetti, centri polivalenti e strutture allestite ad hoc, oltre 1.400 invece in strutture alberghiere o agriturismi sul territorio.
Sono, poi, circa 6.700 le persone accolte presso le strutture alberghiere: seimila di queste sono alloggiate lungo la costa adriatica mentre poco meno di settecento sono quelle alloggiate nelle strutture ricettive individuate in Umbria.
Infine, circa duecento persone fra Lazio, Marche e Umbria sono assistite in tenda.
Nella regione Marche sono circa 17.500 gli assistiti: circa 11.000 in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale, circa 70 in tenda, 900 in strutture ricettive sul territorio e oltre 5.500 negli alberghi della costa.
Nella Regione Umbria sono oltre 3.300 gli assistiti: circa 2.400 in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale, circa 80 in tenda, poco meno di 200 in strutture ricettive sul territorio e circa 700 negli alberghi in altre località della regione.
Nella Regione Lazio sono poco più di 800 gli assistiti: 170 in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale, circa 50 in tenda, poco più di un centinaio in strutture ricettive sul territorio e circa 500 negli alberghi della costa adriatica.
Nella Regione Abruzzo, infine, sono oltre 500 gli assistiti, più di 300 in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale e i restanti in strutture ricettive in ambito comunale. 
È bene ricordare che i dati sono da considerarsi in continua evoluzione e aggiornamento.

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Terremoto: gli infermieri CIVES in missione

CIVES_FIRENZE PROTEZIONE_CIVILE CIVES_LIVORNO 

Pubblicata il 02/11/16 02:36

Terremoto nel centro Italia: intervengono nelle Marche gli infermieri volontari di protezione civile del nucleo Cives di Firenze e Livorno. 

Attualmente, la zona d’intervento è quella di Porto Sant’Elpidio (in provincia di Fermo),nel punto di smistamento sfollati che conta circa 400 persone sistemate delle strutture alberghiere e camping del posto. Il loro compito è rilevare i bisogni assistenziali, cercando di sopperire e riattivare il sistema di assistenza sanitaria in rapporto alle difficoltà che si sono generate per la distruzione dei centri di riferimento (farmacie, studi medici),ma anche per la migrazione forzata in zone lontane dalle aree di residenza, colpite dal sisma.

«Si tratta di prendere in carico persone con patologie croniche – spiegano i volontari Cives – alle quali vengono meno improvvisamente farmaci e presidi vitali. Alcuni esempi sono l’insulina per i diabetici o le bombole per l’ossigeno terapia per chi ha gravi patologie respiratorie». Gli infermieri volontari Cives lavoreranno nel Pass (punto avanzato soccorso sanitario) eretto dalla regione Toscana dove insieme ad alcuni medici sarà presa in carico una fetta di popolazione di circa 1000 persone.

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