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CORSO BASE PER INFERMIERI IN SITUAZIONI DI MAXIEMERGENZA 16 Marzo

CIVES_FIRENZE INFERMIERISTICA CORSI_ECM 

Pubblicata il 09/02/17 15:37

PREMESSA
Da alcune indagini conoscitive in particolare scorrendo i curricula dei Corsi di Laurea in Infermieristica dei principali Atenei italiani è emerso che gli infermieri, seppur formati nell’ambito dell’emergenza, non hanno ricevuto durante il loro percorso di studi nessuna formazione in ambito di triage nelle maxi-emergenze evidenziando così un bisogno formativo in tale materia.

Obiettivi formativi e descrizione dei contenuti OBIETTIVI FORMATIVI E DESCRIZIONE DEI CONTENUTI
Obiettivi generali:

Lo scopo principale è quello di poter disporre di infermieri che possiedano una competenza omogenea che consenta loro di muoversi con efficacia e sicurezza in scenari di protezione civile integrando il proprio bagaglio culturale professionale. L’infermiere dovrà essere in grado di gestire i pazienti e la logistica del soccorso della maxi-emergenza in tutto il suo svolgimento al fine di essere autonomo ma allo stesso tempo di integrarsi con la “macchina” dei soccorsi. Questo perché i professionisti potrebbero essere chiamati a intervenire in contesti operativi diversi, potenzialmente impiegati per operazioni in qualsiasi contesto ed attività che vedano il concorso di risorse provenienti da varie zone del Paese. Alla luce di quanto sopra si vuole:

− Fornire nozioni sul sistema di Protezione Civile Nazionale e Regionale;

− Individuare modalità di gestione di scenari di maxiemergenza

− Conoscenza delle schede di triage

− Identificazione dei ruoli sanitari e logistici nelle maxiemergenza

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convocazione assemblea associativa CIVES nucleo di Firenze

Pubblicata il 05/02/17 14:55

Mercoledì 15 Febbraio 2017 ore 15:30 (in seconda convocazione) presso il collegio IPASVI di Firenze via Pierluigi da Palestrina 11 50144 Firenze 
ordine del giorno:
1)Stato del associazione e servizi effettuati 
2)Servizi futuri 
Approvazione del Bilancio 2016 
3)Approvazione del Bilancio preventivo 2017
4)Varie ed eventuali
Data l'importanza dei temi in ODG si raccomanda la massima partecipazione!!!!
CIVES Firenze

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Gestire la calamità: come funziona il Piano di emergenza di Protezione civile

MAXIEMERGENZA 

Pubblicata il 01/02/17 09:22

L’evoluzione e l’avvento della tecnologia delle costruzioni hanno amplificato il potenziale catastrofico degli eventi calamitosi poiché essi investono strutture e contesti costruiti complessi. La necessità di porsi in un assetto di difesa nei confronti di eventi non prevedibili ha spinto l’uomo a individuare da sempre misure che limitassero tali effetti disastrosi. Negli anni ’50, negli Stati Uniti, si è storicamente sviluppata la disciplina del Disaster Management, inizialmente al fine di predisporre misure necessarie per fronteggiare un eventuale attacco nucleare. Da allora, tale disciplina si è evoluta, allargando l’obiettivo alla protezione delle comunità da qualsiasi rischio e valorizzando il concetto di protezione e prevenzione, di cui le comunità sono parte attiva del processo di pianificazione in tempo ordinario e del processo di gestione al momento dell’emergenza.

La gestione di uno stato di calamità e il Piano di Emergenza di Protezione civile
Uno stato di emergenza è una variazione improvvisa e limitata delle condizioni di vita ovvero una condizione di instabilità diversa dall’equilibrio di uno stato di normalità. Emergenza e normalità sono intrecciate tra loro e a volte capovolte nei tempi di durata. Un evento calamitoso costituisce un elemento di discontinuità del processo di evoluzione umana, che si traduce con la rottura del proprio bagaglio di identità e memoria. Un evento di questo tipo viene inquadrato e considerato nel proprio sviluppo complessivo, costituito temporalmente da un prima, un durante e un dopo, che impongono una gestione delle emergenze (Disaster Management) che sia in grado di sviluppare tanto una cultura del soccorso quanto una progettualità in grado di definire in maniera scientifica i modi e le forme di intervento, secondo una visione complessiva del fenomeno.

Il Disaster Management risponde, in situazioni di emergenza, all’immediata necessità di dare una provvisoria sistemazione alla popolazione colpita e alle funzioni strategiche, sanitarie e produttive di prima necessità, infatti gli insediamenti temporanei sono una risorsa indispensabile quando si verificano eventi calamitosi che comportano un rischio elevato per la vita umana e per la perdita del tessuto edilizio, conseguenti a fenomeni naturali o per azione dell’uomo. La definizione dei campi di accoglienza è riconducibile alla fase di preparazione, in cui viene operata l’analisi dei rischi per la conoscenza della vulnerabilità, e come tale intende proporre uno strumento costruito in condizioni ordinarie per ottimizzare la risposta a un possibile evento calamitoso.

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In Italia il Disaster Management e la progettazione degli insediamenti per l’emergenza sono affidati dal 1992, alla Protezione Civile (L. n. 225/1992). La funzione principale della Protezione Civile è il soccorso alla popolazione in emergenza e negli anni le competenze del sistema si sono estese allo sviluppo della conoscenza dei rischi e alle azioni per evitare o ridurre al minimo i danni delle calamità. Pianificare il territorio e prepararlo all’emergenza significa organizzare un sistema di risorse e competenze per la gestione dei soccorsi a seguito di improvvisi eventi disastrosi. La programmazione del soccorso rientra nelle attività di preparazione indicate nel Piano di Emergenza.

La Legge 225 del 1992 definisce i criteri di programmazione del territorio e degli interventi secondo linee d’intervento semplici e flessibili, definite da protocolli standard, sintetizzate nel Piano di Emergenza di Protezione Civile (L. n. 100/2012) con procedure distinte e proprie per ciascuna tipologia di rischio; tali procedure operative si trasmettono a tutti gli organi di comando e a tutti i livelli dell’amministrazione pubblica, in quello che viene chiamato Metodo Augustus. La pianificazione di emergenza si ispira ai principi di semplicità e flessibilità: il piano di emergenza è un documento in continuo aggiornamento, che deve tener conto dell’evoluzione dell’assetto territoriale e delle variazioni negli scenari attesi. La ricerca della flessibilità degli spazi urbani, al fine di utilizzarli come strutture abitative in caso di eventi calamitosi, delinea un ambito che coniuga le problematiche della pianificazione urbana con le problematiche legate all’emergenza; le regole del territorio devono confrontarsi con le variabili complesse che si innescano a seguito di un disastro.

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Ecm, in Stato-Regioni il nuovo accordo sulla formazione sanitaria

CORSI_ECM 

Pubblicata il 29/01/17 09:10

Ancora novità in vista per provider e professionsiti. Dopo l'avvio del triennio formativo 2017-2019, contrassegnato da nuove regole sull'attribuzione dei crediti, arriva sul tavolo della Confrenza lo schema di accordo sul documento: “La formazione continua nel settore salute”.

 Ancora novità sul fronte Ecm. Dopo l'avvio del triennio formativo 2017-2019, contrassegnato da nuove regolesull'attribuzione dei crediti, arriva sul tavolo della Confrenza Stato-Regioni lo schema di accordo sul documento: “La formazione continua nel settore salute”. Si tratta di una bozza che nasce dall’esigenza di dare da un lato “organicità alla disciplina del settore” e dall’altro una “chiara ripartizione delle competenze amministrative tra Stato e Regioni per creare un sistema coerente di regolamentazione amministrativa che assicuri un uniforme miglioramento qualitativo dell’assistenza e della formazione continua su tutto il territorio nazionale”.

La novità più eclatante è costituita dai Manuali che detteranno le regole da seguire, anche a livello istituzionale, nei rapporti con provider, sponsor e professionisti. Ci saranno un Manuale nazionale e 21 tra regionali e di provincia autonoma per accreditare gli enti di formazione, un Manuale per valutare l'accreditamento del singolo professionista sanitario e un Manuale sulle verifiche ai provider.
I professionisti potranno poi fare affidamento sul “Dossier formativo”, grazie la quale sarà possibile, per chi lo vorrà, transitare da una formazione basata solo sulla quantità dei crediti cumulati, a quella sulla qualità dei crediti (saranno legati alla professione, alla disciplina e alla specializzazione esercitata dal professionista). In sostanza, all’inizio di ogni triennio di formazione, il professionista potrà costruire il proprio Dossier indicando quali sono le sue specifiche necessità formative. Tutti gli eventi ai quali parteciperà saranno registrati dal sistema Cogeaps e verificati dal professionista, che al termine del percorso, riceverà dei bonus, o meglio degli “sconti” sul numero dei crediti da totalizzare. Non solo, il Dossier sarà utile anche ai provider per capire quali sono le esigenze formative dei professionisti.
La governance del sistema resterà prerogativa della Commissione nazionale Ecm, che detta i requisiti dei provider nazionali, fissa i fabbisogni di crediti e le regole per gli esoneri, e soprattutto approva i citati manuali.

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Terremoto Italia Centrale: consegnati i primi due shelter Ambulatorio nella provincia di Macerata

PROTEZIONE_CIVILE 

Pubblicata il 11/12/16 17:53

Sono circa di 15.800 le persone assistite dal Servizio Nazionale della Protezione Civile in seguito alle forti scosse di terremoto che hanno colpito il territorio dell’Italia centrale il 24 agosto, il 26 e il 30 ottobre.
In particolare, sono poco più di 3.800 gli assistiti in palazzetti, centri polivalenti e strutture allestite ad hoc nel proprio comune e circa 4.200 le persone in strutture ricettive distribuite sul territorio locale, mentre oltre 7.400 sono accolte presso le strutture alberghiere lungo la costa adriatica e sul lago Trasimeno. Restano, infine, assistite in tende 262 persone, 8 nella regione Lazio e i restanti in Umbria.
A seguito, la Croce Rossa Italiana, in accordo con il Dipartimento della Protezione Civile, ha deciso di destinare parte delle risorse ricevute attraverso le donazioni per la fornitura di materiali utili ai Servizi Sanitari delle Regioni Marche e Umbria.In totale sono 23 i container richiesti dalle strutture regionali e ospiteranno i servizi di Guardia Medica, Medicina Generale, Punto Prelievi, Pediatria, Postazioni 118, Servizi Veterinari e Uffici per la Salute Pubblica e l’Igiene degli Alimenti.
Il primo shelter, con funzione di Ambulatorio e Guardia Medica, è stato consegnato ieri a Fiastra, mentre il secondo, con le medesime funzioni, è arrivato oggi, 11 dicembre, a Pieve Torina; nei prossimi giorni, ulteriori otto moduli saranno collocati sempre nella provincia di Macerata, a Pievebovigliana, Sarnano, Apiro, San Severino, e tre nella provincia di Ascoli Piceno, a Force e Acquasanta. Seguirà la consegna di altri sei shelter a Camerino, Sant’Angelo in Pontano, Visso e Monte San Giusto. Gli ultimi sette moduli andranno a Norcia in sostituzione del Posto di Assistenza Socio Sanitaria (Pass) allestito dalla Regione Piemonte dopo la scossa del 26 ottobre per ripristinare le funzioni del poli-ambulatorio dell’ospedale di Norcia evacuato.
Gli shelter donati dalla Croce Rossa Italiana si aggiungono ad altri moduli già presenti sul territorio: in Umbria, a Preci, Monteleone e Vallo di Nera, la Regione Sardegna ha infatti messo a disposizione tre moduli in sostituzione degli ambulatori di campagna inagibili. Nelle Marche, la Regione Toscana ha posizionato ad Amandola quattro shelter per ripristinare il poliambulatorio dell’ospedale cittadino, rimasto funzionante dopo la scossa del 24 agosto ma reso inagibile dal terremoto del 30 ottobre.
A Cascia, dove l’ospedale è stato evacuato a seguito della scossa del 30 ottobre, è in via di installazione una struttura prefabbricata di circa 300 metri quadri che sostituirà le tende montate nelle ore immediatamente successive al terremoto da Associazioni di Volontariato locali come presidio sanitario di urgenza.
Tra le strutture sanitarie allestite a seguito del terremoto del 30 ottobre, c’è anche il Pass di Porto Sant’Elpidio, in provincia di Fermo, che la Regione Toscana ha realizzato per supportare l’attività dei poli-ambulatori locali già esistenti. In questa località infatti sono state trasferite oltre mille persone con casa inagibile attualmente assistite negli alberghi lungo la costa marchigiana.
Restano infine funzionanti i tre Pass messi a disposizione dalla Regione Lazio ad Amatrice, dall’associazione di volontariato nazionale Misericordie al km 129 della Salaria e della regione Toscana a Porto Sant'elpidio

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